OBIETTIVI CHIARI - SACEMAG 3/2014

01/12/2014 OBIETTIVI CHIARI (SACEMAG 3-2014)

"GARE E COMMESSE NEI SETTORI ENERGETICO, OIL & GAS E IMMOBILIARE IN TUTTO IL MONDO. LA PESARESE RENCO CONOSCE BENE LE OPPORTUNITA' (E I RISCHI) DI OPERARE NEI NUOVI MERCATI EMERGENTI."

Azienda di successo con ottime performance sul mercato, diversi settori di attività in quattro continenti, nuovi progetti che “bollono in pentola”: è Renco, società pesarese attiva nel settore energetico, ma anche nel campo delle costruzioni immobiliari e alberghiere.

A raccontare il segreto della “quadra perfetta” per questa azienda sempre in evoluzione è Giovanni Rubini, amministratore delegato. «La nostra è un’impresa un po’ atipica, infatti anche se il nostro core business è il settore dell’energia e dell’estrazione di oil & gas, nei Paesi in cui operiamo non ci occupiamo solo di partecipazione alle gare d’appalto di questo tipo, ma tendiamo a radicare la nostra presenza con investimenti molto importanti, soprattutto nel settore immobiliare. In Congo, in Kazakistan, in Mozambico, i principali Paesi dove operiamo, abbiamo un patrimonio immobiliare costituito da alberghi, complessi di uffici e sedi strategiche, che ovviamente dobbiamo tutelare».

Per questo, come racconta Rubini, per Renco è importante cautelarsi due volte nelle proprie attività all’estero: «Il nostro Gruppo utilizza politiche di diversa natura. Prima di tutto viene la sicurezza delle persone che lavorano con noi: quando il Paese in cui lavoriamo presenta problemi di ordine e di stabilità, l’obiettivo prioritario dell’impresa è quello di mettere al sicuro i propri dipendenti, prevedendo un piano di rientro di tutti gli espatriati. In secondo luogo, dobbiamo tutelare i nostri investimenti immobiliari: per questo, da qualche anno, collaboriamo con SACE, stipulando polizze di diverso tipo come la Polizza Investimenti». Una strategia che l’Amministratore Delegato di Renco consiglia a tutte le imprese italiane che vogliono operare all’estero: «Per lavorare in Paesi extraeuropei è sempre più importante tutelarsi: la prima cosa che bisogna fare è minimizzare ogni tipo di rischio e proteggersi, in tutti i sensi. Purtroppo le evoluzioni geopolitiche non sono più quelle di un tempo: manifestandosi più lentamente, ti davano il tempo di capire e prepararti di conseguenza. zelzate,Belgio. Stazione di compressione Gas.

Oggi, invece, i cambiamenti sono repentini e bisogna essere pronti da subito. Bisogna fare una grande attenzione a questi aspetti. Per questo, il rapporto con SACE ha un valore aggiunto anche nello studio di tutti i possibili rischi connessi a un’attività. Purtroppo molte aziende italiane percepiscono ancora le polizze assicurative come un “costo aggiuntivo” e non come una tutela». Discorso diverso per quanto riguarda l’Armenia. Nello Stato eurasiatico, Renco è presente in modo massiccio con tre progetti molto diversi tra loro: la gestione di una centrale idroelettrica (acquisita al 70% con l’aiuto di SACE), la costruzione di abitazioni civili e la gestione di strutture alberghiere di proprietà del Gruppo. «Siamo presenti in Armenia dalla fine degli anni Novanta», continua Rubini, «avendo partecipato a una privatizzazione fatta dallo Stato armeno per la dismissione di un immobile nel centro della capitale che abbiamo trasformato in un albergo. Abbiamo costruito un secondo albergo e ora ne stiamo costruendo un terzo sempre nell’area di Erevan. La nostra attività, infatti, è prevalentemente impostata sulle costruzioni e sulla gestione di immobili di altissimo standing e sulla costruzione di immobili a destinazione civile».

Quest’ultimo segmento di mercato ha attirato l’attenzione dei vertici di Renco, perché l’Armenia è un Paese molto particolare, con una diaspora molto forte. Secondo Rubini: «Nel Paese vivono circa tre milioni di persone, mentre altri quindici milioni di armeni si sono stabiliti all’estero. Il sogno di queste persone è quello di tornare nel loro Paese e avere una casa di proprietà: c’è un attaccamento molto forte alla loro identità nazionale. Noi abbiamo intercettato questa fascia di mercato e stiamo sviluppando un’attività di costruzione abbastanza importante». L’azienda è intervenuta in Armenia in modo molto innovativo, realizzando delle partnership pubblico-privato che hanno rafforzato l’efficacia della propria attività sul territorio. «Ad esempio», prosegue ancora l’Amministratore Delegato, «abbiamo acquisito un’area in una parte centrale della capitale e in cambio abbiamo costruito, finanziandole con nostre risorse, due grandi opere: un parcheggio pubblico da 600 posti auto nei pressi del Teatro dell’Opera e un velodromo coperto da 6000 posti». Tutto questo fa dell’Armenia «uno dei Paesi dove lavoriamo meglio. Basti pensare che solo la gestione dei nostri alberghi impiega circa 600 persone».

Anche per quanto riguarda la questione “sicurezza”, l’Armenia è un Paese dove non ci sono problemi rilevanti. «Il nostro personale non corre alcun rischio e, dal punto di vista della sicurezza del pa- trimonio, lo Stato armeno garantisce la proprietà di imprese che fanno capo a soggetti stranieri, quindi siamo tranquilli», conclude Rubini. Andare al di là delle destinazioni più note – con i partner giusti – può essere davvero la strada migliore.

Articolo tratto da SACEMAG 3-2014